Postfazione, del Presidente Onorario del Circolo Antonio Patuelli, alla storia del Circolo

Al Circolo, la vita sociale ravennate.

È indubbiamente merito di Beppe Rossi, Presidente del Circolo Ravennate e dei Forestieri, aver colmato una lacuna nella storia ravennate moderna e contemporanea.

Il Circolo Ravennate è nato nel Risorgimento, in una Città, Ravenna, dove lo spirito associativo è stato sempre assai forte, come dimostra emblematicamente la millenaria Casa Matha. Dal Risorgimento il Circolo Ravennate ebbe l'ispirazione ed attivò l'esempio di altri Circoli italiani, come il Pedrocchi di Padova, che erano stati anche luoghi di accoglienza di cospiratori risorgimentali.

Il Circolo Ravennate sorse per l'iniziativa di illuminati Soci i quali, in gran parte, negli anni precedenti, avevano dato vita, con la sottoscrizione di azioni, alla Cassa di Risparmio di Ravenna e, subito dopo, alla Società Agraria (antesignana dell'Associazione Agricoltori). Essa, sull'esempio del bolognese Marco Minghetti ed a Torino di Camillo Cavour, doveva essere il punto di riferimento a Ravenna dell'innovazione e delle evoluzioni scientifiche ed imprenditoriali dell'agricoltura romagnola, la quale da allora in poi divenne portatrice di forti progressi, dopo aver subito innanzitutto la plurisecolare piaga della malaria.

Personaggi principali del Circolo Ravennate furono, fino all'avvento del fascismo, non solo patrioti, ma uomini di Stato e di profondi studi, intellettuali all'avanguardia e lungimiranti per l'europeizzazione dell'Italia. In effetti si trattava di gran parte degli allora pochi cosmopoliti ravennati dell'epoca, che si ritrovavano in un Circolo che era nato sull'esempio dei Circoli britannici e parigini, nei quali, nella prima metà dell'Ottocento, avevano avuto la possibilità d'incontrarsi uomini come Alexis de Tocqueville, Camillo Cavour, Pellegrino Rossi, ...
I protagonisti dell'evoluzione economica e produttiva furono sempre molto presenti al Circolo Ravennate: dall'eccellente personalità di Luigi Rava (l'indimenticabile salvatore delle pinete), fino alla seconda metà del novecento con tanti uomini che appartengono ancora alle cronache attuali.

Dopo le limitazioni delle libertà in epoca fascista, nel secondo dopoguerra, il Circolo rinacque, interprete dei principi democratici, per iniziativa di figure cristalline ed emblematiche come l'Avv. Massimo Stanghellini Perilli e l'Ing. Giuseppe Benelli, con un atto costitutivo significativamente redatto dal Notaio Sergio Bandini.
Beppe Rossi ha dato, con questo studio, un nuovo e grande respiro alle profonde ispirazioni, alla natura ed alla storia del Circolo Ravennate e dei Forestieri: questa iniziativa di alta qualità è sicuramente un utile antidoto contro la disaffezione verso la vita sociale che viene favorita dalla frenesia dei tempi e dei peraltro utilissimi mezzi di comunicazione di massa.
La fine del Circolo Cittadino di Russi mi ha portato una profonda tristezza e non solo per i forti ricordi familiari; lo sviluppo delle iniziative sociali e culturali è certamente uno stimolo per la vitalità degli antichi Circoli.

Antonio Patuelli
Presidente d'Onore del Circolo Ravennate e dei Forestieri